Progetto originale e ufficiale su Fumegài - 15Luglio 2016
L'oblio di un borgo d'improvviso abbandonato, rivive nelle immagini reali, nelle storie misteriose, perché rimangono gli oggetti e l'assenza dell'uomo.
* La borgata abbandonata di Fumegài (BL)
BREVI CENNI STORICI del borgo di Fumegài (BL)
Carazzagno, una valle dimenticata e abbandonata in provincia di Belluno, aggrappata sulle alte sponde del Lago del Corlo, nasconde tesori della natura e contrade morte. Un gruppo di case abbandonate da decenni, la vegetazione che cerca di riappropriarsi di quei poveri spazi, un erboso, faticoso e insidioso sentiero nel bosco che non percorre mai nessuno e unico accesso per poter arrivarci. E' un tuffo nella storia di fine ottocento e inizi novecento, fatta di pellagra e miseria, di lavoro gramo e menti annebbiate dal vino e dal fumo, ed anche di menti allenate all'intelligenza sopraffina necessaria per la dura sopravvivenza. Da qui partirono i giovani che emigrarono nelle Americhe e fecero fortuna con l'intelligenza ed il tanto lavoro, qui restarono solo pochi vecchi e poi non restò più nessuno. Improponibile la nostra civiltà in un luogo così inaccessibile e fuori del mondo. Il borgo ha visto la sua prima fine intorno agli anni 1920/1930 quando fu abbandonato. Si racconta che tra gli anni '60 e '70, un gruppo dei "figli dei fiori" abbia popolato il borgo per qualche tempo abbandonandolo poi di nuovo. Un posto come questo ha la fortuna di essere rimasto abbastanza intatto, anche perché quasi irraggiungibile. Esplorando le abitazioni e le varie stanze, si trovano disegni, molte cianfrusaglie, tegami e pentolame vario, bottiglie abbandonate sui tavoli e letti pieni di coperte e vestiti. Sembra come se il tempo si fosse fermato di colpo e gli abitanti scomparsi.Sopraggiunto in quel luogo ho visto, ascoltavo nel silenzio quei suoni ormai dimenticati dal traffico cittadino. Anche il vento aveva un suo parlare. Mi sembrava di vedere comparire all'improvviso la donna di casa con il suo grembiule nero che andava a preparare il pranzo in quelle cucine lasciate lì, con tutte le stoviglie ammucchiate e piene di ruggine. La moka del caffè sembrava sentirla ribollire. Ho fatto foto con una stretta al cuore.
Massimo Zanetti fotografo
Parla Luca Strappazzon
Sindaco di Arsiè (BL)
In questo contesto, saluto con grande favore l'opera letteraria nata dalla realizzazione del reportage fotografico del fotografo Massimo Zanetti avvenuto in data Luglio 2016. Dal valore artistico delle fotografie si evince l'utilità di porre attenzione sul Borgo, emblematico rispetto al territorio nazionale. È stato affidato a Marco De Mattia, non nuovo a scritture impegnate e dalla forte vocazione ambientalista, la stesura del testo. Ciò contribuisce a far uscire dall'oblio il borgo dei "Fumegài" e, attraverso testimonianze di prima mano, fa conoscere la realtà di una vita certamente dura ma vissuta con armonia, nel rispetto della natura e dei suoi tempi. Mi auguro che questo libro, OBLVION il borgo fantasma©, possa rappresentare un'ulteriore occasione per una sempre maggiore valorizzazione del territorio del nostro Comune, così ricco di bellezze naturali, ma anche di tracce che testimoniano la forza e la tenacia dei suoi abitanti.>>
Arsiè, gennaio 2018
IL SINDACO
Luca Strappazzon
Il progetto OBLIVION il borgo fantasma©
gode del riconoscimento di cinque patrocini.
I patrocini sono assegnati al progetto completo, mostre fotografiche e opera letteraria.